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PIZZERIA TIPICA NAPOLETANA
Pizza da asporto – Pizza Delivey – Piatti Unici – Street Food
8 falsi miti sulla pizza napoletana

8 falsi miti sulla pizza napoletana

Di seguito 8 falsi miti sulla pizza napoletana che ti hanno sempre raccontato (il #5 fa litigare tutti)!

Diciamolo: sulla pizza napoletana si sentono più leggende metropolitane che consigli utili. E il problema non è solo “cultura generale”: se credi a certi miti, finisci per scegliere male, ordinare “a caso” e poi concludere che “la napoletana non mi piace”.

Spoiler: spesso non era napoletana (o non era fatta bene), oppure ti hanno venduto come “regola” qualcosa che regola non è.

Qui sotto trovi 8 falsi miti che girano ovunque, spiegati in modo semplice — così la prossima volta capisci subito cosa stai mangiando (e cosa ordinare per godertela davvero).

E sì: il mito #5 è quello che scatena le discussioni più accese al tavolo.


Mito #1: “Se non è croccante, è cruda”

No. La napoletana “classica” nasce con un’idea precisa: morbida al centro, con cornicione soffice e una struttura che si piega. Se ti aspetti la croccantezza “da scrocchio”, stai cercando un altro stile (roman-style, teglia, ecc.).

La domanda giusta non è “è croccante?” ma:

  • è cotta in modo uniforme?
  • il centro è morbido ma non gommoso?
  • il cornicione è elastico e profumato?

Se la confondi con la croccantezza, rischi di bocciare una napoletana fatta bene solo perché non “fa rumore”.


Mito #2: “Cornicione alto = qualità”

Il cornicione alto fa scena, è vero. Ma da solo non significa nulla.

Un bordo può essere enorme e:

  • vuoto come un palloncino (tanta aria, poca struttura)
  • gommato e umido
  • pesante, perché l’impasto è “tirato” male o gestito male

Il cornicione buono non è “alto”: è equilibrato. Deve essere soffice, con alveoli irregolari, e con una maculatura naturale (quelle “lentiggini” scure da forno ben gestito). Se poi è anche bello alto, ben venga. Ma non farti ipnotizzare dall’altezza.


Mito #3: “Più ingredienti ci sono, più la pizza è buona”

Questo mito rovina più pizze di quante ne salvi.

La pizza napoletana vive di equilibrio: impasto + pomodoro + latticino + condimento. Quando ci metti sopra mezzo frigorifero, spesso ottieni:

  • centro troppo umido
  • sapori che si pestano i piedi
  • una pizza che “stanca” dopo due fette

Se vuoi giudicare la mano del pizzaiolo (e capire se il posto merita), fai una cosa semplicissima: parti da Margherita o Marinara. Sono le pizze che “smascherano” tutto.


Mito #4: “La vera napoletana deve essere ‘zuppa’ al centro”

Qui bisogna essere onesti: un minimo di morbidezza al centro è normale. Ma “zuppa” non è una regola, è spesso un segnale di squilibrio tra:

  • quantità di salsa/condimento
  • gestione della mozzarella
  • cottura
  • riposo/servizio (anche il tempo che passa tra forno e tavolo conta)

La napoletana corretta è succosa, non acquosa. Il morso deve essere pieno, non “da cucchiaio”.


Mito #5 (quello che fa litigare tutti): “La bufala è sempre migliore”

Eccoci. Tavoli divisi, amicizie spezzate, chat di famiglia infuocate.

La verità: dipende (sì, lo so: risposta anti-clickbait, ma è quella giusta).

La mozzarella di bufala ha caratteristiche precise: più umida, più sapida, più “lattica”. È fantastica… ma non è automaticamente “superiore” in ogni pizza.

Quando la bufala funziona da dio?

  • se l’impasto regge bene l’umidità
  • se la bufala è dosata correttamente
  • se viene gestita (spesso messa in modo diverso rispetto al fiordilatte)

Quando può peggiorare la pizza?

  • se inonda il centro
  • se copre tutto e rende i sapori monotoni
  • se ti lascia quella sensazione “pesante” che poi dai la colpa alla napoletana in generale

Morale: bufala e fiordilatte sono strumenti, non medaglie. La pizza migliore è quella bilanciata, non quella con l’etichetta più “prestigiosa”.


Mito #6: “Se ha macchie scure sul bordo, è bruciata”

Altro classicone. Le macchie scure (maculatura) sono spesso un segnale di cottura ad alta temperatura ben gestita, tipica della napoletana. Non sono sinonimo di amaro o bruciato.

Certo: se è nero carbone e sa di fumo, è un problema. Ma le “lentiggini” sul cornicione sono un indizio che il forno ha lavorato nel modo giusto (alta temperatura e cottura rapida). A proposito: sul vostro stesso blog si parla di temperature molto alte per la cottura in forno a legna.


Mito #7: “La Marinara è una pizza ‘povera’ quindi meno interessante”

Se pensi così, ti stai perdendo una delle pizze più intelligenti mai inventate.

La Marinara è minimalista: pochi ingredienti, zero scuse. Proprio per questo è un test perfetto:

  • se la salsa è buona, lo senti
  • se l’olio è di qualità, lo senti
  • se l’impasto è profumato, lo senti

E poi è una pizza che può sorprendere anche con variazioni regionali e interpretazioni (senza snaturarla): non a caso sul ricettario di ’A Tarantella si parla proprio di varianti e interpretazioni della Marinara.


Mito #8: “Se mi resta pesante, allora è ‘colpa della napoletana’”

Spesso è l’opposto: quando la napoletana è fatta e bilanciata bene, la sensazione tipica è “ok, potrei mangiarne ancora”.

Se ti resta pesante, le cause possono essere molte (e non sempre dipendono da te):

  • impasto non gestito/maturato correttamente
  • condimento eccessivo o sbilanciato
  • cottura non uniforme
  • mozzarella troppo umida o mal gestita

Quello che puoi fare da cliente è semplice: scegli pizze “test” (Margherita/Marinara) e valuta l’equilibrio. Il resto viene da sé.


Se vuoi andare sul sicuro a Milano: fai la prova “senza miti”

Se ti va di trasformare questa lista in qualcosa di pratico, ecco l’idea: vai in pizzeria e fai un mini-gioco con chi sei a cena.

  1. ordinate una Margherita (o una Marinara)
  2. guardate cornicione, centro, profumo
  3. poi passate a una pizza più “ricca”, per vedere se regge lo stesso equilibrio

Se vuoi farlo in un posto che richiama proprio l’atmosfera napoletana a Milano (zona Lambrate, Via Guido Mazzali 5), puoi farlo da Pizzeria ’A Tarantella.

👉 Qui trovi tutto (menu, info, contatti): Pizzeria Napoletana ’A Tarantella.


Bonus (utile se pranzi in settimana)

Se ti interessa anche l’aspetto pratico: nella pagina contatti è indicato che accettano ticket (con alcune condizioni, ad esempio nei giorni feriali a pranzo).